| Compiti |
| La convenzione di Ginevra 1° Protocollo aggiuntivo del 1977, con P.C. intende l'assolvimento di tutti quei compiti umanitari destinati a proteggere la popolazione civile dai pericoli della guerra o dalle calamità, aiutandola a superare gli effetti immediati e assicurando la sopravvivenza.
La prima legge riguardante la P.C. italiana è del 1970, intesa a portare soccorso solo dopo un evento calamitoso.
Nel 1992 è istituito il Servizio Nazionale della P.C. alle dipendenze del Ministero degli Interni per delega del Presidente del Consiglio ed il concetto di P.C. è rivisto ed ampliato.
La P.C. ha il compito di tutelare l'integrità della vita, dei beni, degli insediamenti e dell'ambiente da danni derivanti da calamità o catastrofi. |
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| Previsione e Prevenzione |
| Per organizzare nel modo migliore la struttura d'intervento si sono sviluppate le attività di previsione e prevenzione.
Previsione significa individuare i rischi studiando le cause dei fenomeni calamitosi, cercando di capire in anticipo dove un evento potrà verificarsi in modo da ridurre al minimo i danni per le persone e l'ambiente.
Prevenzione è l'attività volta ad evitare o ridurre al minimo i danni causati dalle calamità. Per prevenire eventuali danni occorre:
- preparare i piani di intervento nell'emergenza,
- addestrare il personale con esercitazioni e corsi di specializzazione,
- educare, cioè informare la popolazione dei rischi del territorio e insegnare come difendersi a cominciare dalle scuole a tutti i livelli, materne comprese.
Purtroppo malgrado gli sforzi di tutti, un evento calamitoso può accadere e allora occorre portare soccorso alle popolazioni colpite. Bisogna recuperare i feriti e curarli, cercare i dispersi, dare pasti e alloggi agli sfollati e successivamente passare alla ricostruzione. |
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| Pubbliche Calamità |
| Ma cosa intendiamo per pubbliche calamità? E' una situazione che comporta grave danno all'incolumità di persone e beni e che, per natura e per estensione deve essere fronteggiata con interventi straordinari.
Le più frequenti in Italia sono: Alluvioni, terremoti, frane, slavine, valanghe, incendi, inquinamenti, disastri ecologici, incidenti stradali con il coinvolgimento di numerosi automezzi, incidenti stradali o ferroviari con sversamento di sostanze tossiche, trombe d'aria, eruzioni vulcaniche, maremoti o tsunami.
Ma negli ultimi tempi nuove e terribili emergenze hanno colpito non solo l'Italia ma molte parti del mondo:Ondate di calore (2003: 20.000 morti in Francia, 5.000 da noi), epidemie (la Sars nel '04), pandemie influenzali (nel '05-'06 aviaria H5N1), crisi idriche, black out (Roma '04 nella 1a notte bianca), attentati terroristici. |
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| Difesa Civile |
| Il testo di legge per la P.C. del 1970 escludeva gli incidenti riguardanti la sicurezza della popolazione dagli attentati terroristici.
Nel marzo '03 in relazione a possibili attentati conseguenti alla guerra in Iraq e alla diffusa crisi internazionale, fu decretato lo stato d'emergenza nazionale.
Al capo della P.C. (Bertolaso) furono affidati compiti di direzione e coordinamento della difesa civile per definire piani d'emergenza per interventi sanitari in caso di contaminazioni NBC (antrace).
In caso di tali attacchi la P.C. doveva predisporre per la popolazione piani informativi e strutture pubbliche e private oltre a costituire nuclei di pronto intervento. Questa emergenza, come tutti possono immaginare, non è ancora cessata. La P.C. può avvalersi del Ministero della Salute, delle Forze Armate, delle Forze dell'Ordine e dell'Enea (Ente per le nuove tecnologie, energia e ambiente, ex Cnen per la ricerca e lo sviluppo dell'energia nucleare).
Nell'aprile '03 la P.C. ha gestito la crisi sanitaria Sars (sindrome respiratoria acuta grave) proveniente dalla Cina, con Forze dell'Ordine aeroportuali, medici e ospedali.
Dopo le bombe di Madrid (3/04) e Londra (7/05) sono state effettuate esercitazioni antiterrorismo a Milano, Roma, Torino, Napoli, Mestre.
In Lombardia nel maggio '05, in un campo sportivo, 3000 studenti hanno portato a termine una prova d'evacuazione simulando un atto terroristico, aiutati da P.C., CRI e Polizia Locale.
Non dobbiamo sottovalutare il panico che in un centro commerciale o uno stadio potrebbe coinvolgere migliaia di persone, come è successo nel settembre '05 a Bagdad che ha fatto 1000 morti. |
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| Gli organi della Protezione Civile |
| La P.C. non è un corpo militare o civile, non è identificabile così come i Carabinieri o i Vigili del Fuoco. Non è un corpo ma una funzione, cioè una missione compiuta da più enti.
La struttura operativa è composta da:
- Vigili del Fuoco, la componente fondamentale, dotata di specifiche conoscenze operative, di uomini addestrati per l'uso di strumenti e mezzi già pronti per i più svariati interventi.
- Forze Armate, impiegate per prestare aiuti alla popolazione con l'allestimento di tendopoli, cucine, ospedali da campo, ma anche per la rimozione di macerie o per l'impiego massiccio di uomini.
- Forze di polizia, per l'ordine pubblico, la sicurezza e per la repressione dello sciacallaggio.
- Corpo Forestale, per il controllo dei boschi, spegnimento incendi e rimboschimento.
- CRI e Servizio Sanitario Nazionale per l'assistenza sanitaria negli ospedali, l'invio sul posto di ospedali da campo, ambulanze, medici
- Gruppi di ricerca scientifica per l'attività di prevenzione e ricerca.
- Servizi Tecnici Nazionali (Anas, Enel, Telecom).
- Corpo Nazionale del Soccorso alpino (CAI) specializzato nel soccorso in montagna e nelle grotte.
- Il volontariato, che è di supporto alle istituzioni pubbliche. Vi sono associazioni impegnate nel campo sanitario, spegnimento incendi, nel soccorso subacqueo, nelle comunicazioni radio o nella ricerca di dispersi sotto le macerie o nei boschi con unità cinofile. |
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| I numeri della Protezione Civile |
| Dipartimento Nazionale: 600 circa le persone in servizio.
Associazioni di Volontariato di P.C.: 3235 (di cui 2500 iscritte nell'Elenco Nazionale) :
- 1.607 al Nord,
- 1.102 al Centro,
- 526 al Sud.
I Volontari sono 1.300.000, di cui:
- 60.000 pronti ad intervenire nell'arco di pochi minuti nel proprio territorio,
- 300.000 pronti ad intervenire nell'arco di qualche ora,
- 600.000 sono operativi,
- 700.000 di supporto.
Flotta aerea:
- 16 Canadair (uno è caduto durante una missione antincendio nel luglio 2007 provocando la morte del pilota) più 3 in acquisizione, per l'antincendio, il trasporto di materiali, la ricognizione e la ricerca;
- 6 elicotteri Fire Boss a noleggio;
- 2 velivoli Piaggio P180, per il trasporto di materiale, personale e squadre d'emergenza.
Può inoltre disporre, all'emergenza, dei seguenti elicotteri:
- 6 del Corpo Forestale dello Stato
- 3 della Marina Militare
- 7 dell'Esercito Italiano
- 2 dei Vigili del Fuoco
D'estate la flotta può arrivare a 43 mezzi operanti su 19 basi, distribuiti su tutta la penisola.
(Fonti: rivista "La Protezione Civile") |
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